Come nasce la passione per le calzature. La storia di Max e Giò

Come nasce la passione per le calzature. La storia di Max e Giò

Dopo il primo post in cui abbiamo parlato delle novità nel nostro sito, oggi vogliamo parlarvi di noi. Se siete così gentili da venire a farci visita qui, è carino da parte nostra presentarci, spiegare chi siamo e come è nata la calzoleria.

Per fare questo, vi racconteremo una storia, la storia di Massimiliano e Giovanni (Max e Gio) che decidono di trasformare la passione che hanno in comune in lavoro, diventando soci.

Massimiliano è di Bologna e ha 37 anni, Giovanni è siciliano e di anni ne ha 46. Due regioni diverse e due percorsi diversi, ciò che li fa incontrare è proprio l’amore per le calzature. Ma procediamo con ordine.

Giovanni, prima di approdare a Bologna, ha vissuto anche in Germania. La scelta di metter radici nel capoluogo emiliano è dovuta a motivi di studio. Dopo il diploma e qualche lavoretto, inizia a lavorare per le Officine Rizzoli, facendo scarpe ortopediche. La curiosità per le calzature, però, non si esaurisce lì e, di ritorno dal lavoro, nel piccolo laboratorio creato in garage, inizia a fare le sue prime calzature a mano su misura.

Massimiliano, invece, dopo il diploma di geometra e un po’ di pratica presso uno studio, apre un bar in centro a Bologna, gestito con la famiglia per cinque anni. Durante questo periodo ha la fortuna di conoscere un calzolaio che inizia a insegnargli le basi del mestiere. Anche lui, come Giovanni, la sera dopo il lavoro coltiva questo interesse.

L’incontro tra i due futuri soci avviene presso un artigiano dove iniziano a lavorare insieme. Fanno pratica presso altri calzolai di Bologna e provincia, ricambiando la cortesia dei maestri con salumi e bottiglie di vino. Dopo diverse notti trascorse in piccole e buie botteghe, decidono di aprire La Calzoleria di Max e Gio.

All’inizio lavorano con clientela bolognese successivamente, tramite le fiere dimostrative, iniziano ad avere richieste da tutta Italia. Con il passaparola e la voglia di fare, approdano anche all’estero, dove lavorano attualmente con grande soddisfazione. In Russia, Kazakistan, Azerbaijan, Londra e Giappone, hanno partner che permettono loro un lavoro costante.

La bottega oggi è meta di appassionati e, cosa non da poco, hanno anche due splendide famiglie che li appoggiano e permettono loro di viaggiare, per far conoscere a più persone questo affascinante mondo.

Il racconto di questa storia potrebbe finire qui, ma i due hanno anche un sogno per il futuro: insegnare il mestiere ai figli, tramandando la tradizione. Sono convinti che il lavoro artigianale, oggi abbandonato dai giovani, possa essere nuovamente il futuro in un mondo dove il vero Made in Italy è ancora amato e apprezzato.

Questo è la nostra storia e siamo felici di averla condivisa qui con voi. Ce ne saranno altre che vi racconteremo, se avrete voglia di seguirci ancora.